Mascherine per i bambini: ecco perché richiedere l’annullamento

I bambini sembrano essere la categoria di soggetti “a minor rischio” per il virus Sars-Cov-2. In Italia i casi di contagio 0-9 anni sono pari all’0,8%,10-19 anni pari all’1,5%.

L’Oms afferma:

…attualmente non ci sono prove che indossare una maschera possa impedire di contrarre virus respiratori, incluso COVID-19.

Il rischio di autocontaminazione, toccando e riutilizzando mascherine contaminate, potenziali difficoltà respiratorie e falso senso di sicurezza.

E sollecita a:

  • evitare di toccarla
  • posizionarla con attenzione
  • lavare le mani ogni volta si tocca
  • sostituirla appena risulta umida
  • non riutilizzarla se monouso.

Dalla lettera del Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori (CIATDM)indirizzata alla FIMP, al Ministro della Sanità e al Ministro all’istruzione, si legge:

rischi per la salute dei bambini dovuti ad un uso prolungato delle mascherine per prevenire il contagio da coronavirus.

Diversi studi affermano che:

in soggetti infetti inconsapevoli, in cui l’emissione di virus è massima nei due giorni precedenti i sintomi, la mascherina obbliga a un continuo ricircolo respiratorio dei propri virus, aggiungendo la resistenza all’esalazione, con concreto rischio di spingere in profondità negli alveoli una carica virale elevata, che poteva essere sconfitta dalle difese innate se avesse impattato solo con le vie respiratorie superiori (dott. Alberto Donzelli su Repository di Epidemiologia e Prevenzione).

I dati attualmente disponibili non supportano la trasmissione per via aerea di SARS-CoV-2, fatta eccezione per i possibili rischi attraverso procedure che generano aerosol se eseguite in un ambiente inadeguato,in caso di utilizzo di dispositivi di protezione individuali (DPI) inadeguati (nota n. 0010736 del 29/03/2020).

Del Ministero della Salute – Direzione generale della prevenzione sanitaria il rapporto pubblicato ISS COVID 19 nr. 25/2020 contenente le Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie, il quale, nella tabella a pag. 4, riporta la persistenza di particelle infettanti sulle superfici, che sullo strato esterno delle mascherine presenta il dato temporale in assoluto più alto ovvero di ben  7 giorni, confermando che la mascherina, lungi dall’essere una efficace protezione, costituisce un pericoloso veicolo di contagio.

Esiste il rischio che la rimozione impropria della maschera, la manipolazione di una maschera contaminata o una maggiore tendenza a toccare il viso mentre si indossa una maschera da parte di persone sane possano effettivamente aumentare il rischio di trasmissione. Using face masks in the community del 8 aprile 2020.

Crediamo che il contesto dell’attuale pandemia covid-19 sia molto diverso da quello dei “paracadute per saltare fuori dagli aeroplani, in cui la dinamica del danno e della prevenzione sono facili da definire e persino da quantificare senza la necessità di studi di ricerca. È necessario quantificare le complesse interazioni che potrebbero benissimo operare tra effetti positivi e negativi dell’uso di maschere chirurgiche a livello di popolazione. Non è tempo di agire senza prove (dott. Antonio Lazzarino, epidemiologo presso l’University College London, con un articolo sul British medical). 

Conclusioni

Appare davvero difficile pensare che i bambini possano seguire scrupolosamente queste indicazioni, o che gli insegnanti possano vigilare sul corretto utilizzo delle mascherine ed impedire che quest’ultimi tocchino inavvertitamente la propria o la mascherina di un compagno di banco.

C’è il rischio concreto, quindi, che la mascherina, da presidio di sicurezza, si trasformi in pericoloso veicolo di contagio.

L’imposizione della mascherina alla popolazione pediatrica risulta imprudente e non supportata scientificamente.

 

 

 

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