PORTIAMO IL GOVERNO DRAGHI DAVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE – Comunicato Stampa Sara Cunial

È stato depositato lunedì 25 ottobre 2021, presso la cancelleria della Corte costituzionale, il ricorso per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato promosso dall’On. Sara Cunial (Gruppo Misto).

“Un’azione dovuta e imprescindibile che non riguarda solo i decreti passati – afferma Cunial – Qualora il giudice dovesse riconoscerne la validità, anche i decreti successivi, compresi quelli riguardanti il Green Pass, verrebbero meno. Il testo, stilato con la consulenza del prof. Daniele Trabucco e di altri costituzionalisti, e presentato dalla sottoscritta insieme agli avvocati Edoardo Polacco e Nino Filippo Moriggia, – continua Cunial – intende denunciare la menomazione delle prerogative del singolo parlamentare, quale rappresentante della Nazione, in relazione alla conversione dei decreti-legge relativi alla dichiarata emergenza Covid-19 ed emanati sia del Governo Conte II, sia dal Governo Draghi – spiega Cunial – Un Esecutivo che per il tramite del Ministro dei Rapporti con il Parlamento, ha posto innumerevoli volte la questione di fiducia, come mai nessun Governo ha fatto nella storia del nostro Paese, blindando così di fatto i disegni di legge ordinaria, ha letteralmente precluso, in ogni modo e in ogni forma, la dialettica parlamentare in capo al deputato stesso, calpestando il suo ruolo e la nostra Carta Costituzionale. Tutto ciò è gravissimo”.

“Consapevole della peculiarità del conflitto di attribuzioni – aggiunge Trabucco – abbiamo chiesto al giudice di annullare le leggi di conversione, consci degli spazi interstiziali circa l’impugnabilità delle leggi attraverso lo strumento del conflitto. Nell’atto, si rimanda alla giurisprudenza costituzionale che ha sancito che l’autonomia degli organi costituzionali non si esaurisce nella normazione, bensì comprende il momento applicativo delle norme stesse, incluse le scelte riguardanti la concreta adozione delle misure atte ad assicurarne l’osservanza. Nello specifico – prosegue Trabucco – il momento applicativo consiste nei rimedi contro gli atti ed i comportamenti che vanno ad incidere negativamente sulle funzioni dei singoli parlamentari, andando ad inficiare il corretto svolgimento dei lavori”.

“Da più di un anno – conclude Cunial – la nostra funzione è venuta meno. Umiliata da un esecutivo che ha mortificato, giorno dopo giorno, il parlamento e la democrazia stessa. Questo ricorso non è solo un atto doveroso nei confronti delle istituzioni e del ruolo che ricopro ma, soprattutto, lo è nei confronti di tutti i cittadini italiani che siamo qui chiamati a rappresentare”.