Primo incontro del fuoco di Reggio Emilia  ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌
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Buongiorno a tutti gli Aderenti del Fuoco R2020 di Reggio Emilia, mi chiamo Manuela, sono la nuova referente e rientro anch’io nel contesto di questa iniziativa democratica e sociale. Permettetemi di condividere con voi qualche riflessione personale. La criticità dei tempi che stiamo vivendo, sotto il profilo politico, economico, sociale e giuridico, non poteva che generare in tutti noi un sentito bisogno di iscriverci ad un sito che ci permetta di sentirci uniti, contattarci, scambiarci idee, opinioni e proporre progetti costruttivi. Fino a due anni fa c.a. vivevamo una vita abbastanza tranquilla all’insegna di un senso di protezione proveniente da una serie di Ordinamenti giuridici ritagliati a misura d’uomo. Poi, all’improvviso, tutta questa solidità è venuta a meno, ha iniziato a tremare a traballare; tutta l’ordinarietà ha mostrato la sua crudità. In seguito ad una narrativa mainstream sul contagio da Virus Sars Cv2 abbiamo subito 3 lunghi mesi di Lockdown duro, liberticida, soprattutto per la mancanza di una logica contestualizzazione sanitaria; chiusi in casa con i carabinieri che facevano la ronda senza avere un nesso causale dell’emergenza. Da allora sono stati emessi, a livello governativo, vari d.p.c.m., D.L. e Leggi dichiarate da alcuni magistrati illegittime per mancanza di genesi giuridica Costituzionale come la dichiarazione dello stato di Emergenza sanitaria, come l’Obbligo vaccinale contro l’infezione da Sars Cv2 imposto al personale sanitario tutto e l’adozione sempre obbligatoria di un GP ( lasciapassare) che permette solo alle persone vaccinate l’accesso ai più vari servizi vitali. Stessa richiesta per gli Istituti scolastici e per le Università, generando per contro, una forte e stridente discriminazione tra persone vaccinate e non. Ora si possono avanzare alcune osservazioni. Questi provvedimenti legislativi sono stati adottati bypassando il consenso parlamentare, il popolo è rimasto fuori dalle decisioni. I padri costituenti della nostra Carta Costituzionale , nel lontano 1947, con l’Art. n° 1 hanno proclamato che “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e la sovranità appartiene al popolo” e non potevano pensare che ad un certo punto della storia nazionale italiana un infinitesimale Virus mai identificato, mai isolato, sconosciuto ancora oggi, potesse mettere a repentaglio il diritto del popolo alle decisioni politiche e il diritto inviolabile al lavoro. Tutte le decisioni relative ai provvedimenti sono state prese tout court, in modo fulmineo (come d’altra parte anche l’immissione in commercio di un farmaco genico sperimentale uscito con autorizzazione frettolosa, condizionata, dell’EMA/AIFA). Tutt’ora non si considerano le Reazioni avverse e i Decessi dovuti all’inoculazione di questo farmaco, diffuse anche in Europa e in altri Stati. Il Database ufficiale dell’Agenzia Europea “EUDRA Vigilance” ha segnalato che in Europa, dall’inizio della narrativa pandemica, si sono verificati 17.503 Decessi e 1.687.527 Reazioni avverse relative alla campagna vaccinale Sars Cv2; i dati si commentano da soli. L’apartheid lavorativo di molte categorie professionali ha inciso negativamente sul PIL nazionale che sta riducendosi drasticamente mentre si alzano i prezzi di carovita, dei beni di consumo strettamente necessari, anche del 30%-40% (Bollette, Farina, Olio, Burro). Da tempo si ventila che l’Italia senza Costituzione, senza Giustizia sociale, senza Sovranità popolare e con un Governo autoritario, possa passare nell’elenco dei paesi poveri alla mercè di Stati più potenti.
A ben vedere non possiamo negare che il momento attuale sia critico ma è anche vero che ognuno di noi possiede delle capacità di “resilienza”, ossia la capacità complessiva di resistere a tale situazione con un forte intento a rigenerarsi , a ricostruire e mettere ordine nel terreno dissestato. Cito a questo proposito il libro di un Magistrato, Paolo Maddalena, dal titolo: “La Rivoluzione costituzionale, alla riconquista della proprietà pubblica”. Egli incoraggia il popolo italiano a riprendersi in mano la propria sovranità nazionale, a non cedere a chicchessia, a fermare la privatizzazione, a rendere pubblico ciò che da anni si tenta di togliere alla gestione democratica comunitaria (IRI- SSN –Alitalia- Rai -Ferrovie dello Stato- Fonti energetiche- Autostrade ecc.). Il popolo italiano ha la sua capacità naturale di “Creare dal nulla”, dice il magistrato, senza bisogno di affidarsi ai mercati e alle elitè speculative. Meglio una moneta parallela all’Euro!. I cittadini hanno il diritto di partecipare alla “Cosa Pubblica” (gli Articoli del Codice Civile ne impediscono la svendita). Il Prof. Maddalena colpisce nel segno. E’ infatti poco visibile, c’è un silenzio tombale del mainstream generalista ma sotto sotto, nella nostra società, bolle un fuoco possente fatto di volontà rinnovative e rigenerative.
Molti settori della vita privata e pubblica sentono il bisogno di togliersi le strette catene. °Nei primi gradi dell’ordinamento scolastico si sente il bisogno di un alternativa chiamata “Scuola parentale o Scuole all’aperto” che invitano a costruire una nuova Scuola fatta di formazione e apprendimento ma anche di educazione al rispetto e alla consapevolezza della relazione con l’altro e con l’ambiente naturale. °Nel comparto medico-Sanitario emerge l’urgente importanza delle “Cure domiciliari” rispettose del rapporto medico-paziente, della psiche umana, del grado di evoluzione spirituale indirizzate, nel caso del Covid, a cure tempestive e mirate, e più in generale, con terapie che riducano l’impatto invasivo dei metodi protocollari. °L’ambiente, la casa, la famiglia, fin’ora visti come sedi private e individualistiche, si colorano di pluralità, di sociocrazia, di esperienze comunitarie come Cohousing, Condomini solidali, Ecovillaggi ecc. Si lavora insieme per il bene di tutti; si coltivano gli Orti di quartiere, si studia e si sperimentata il cibo come atto sociale, come scelta salutare e curativa di ogni individuo. L’elenco di queste scelte virtuose potrebbe continuare ma lo spazio non me lo permette.
La storia insegna che la forza del coraggio, della creatività, della cooperazione, della comprensione umana reciproca ci possono salvare anche dalle situazioni più problematiche. A tal fine ho pensato di fissare tra noi tutti un incontro per conoscerci, esprimerci liberamente, ed eventualmente, gettare le basi dei nostri progetti futuri.
Sabato 16 Ottobre ore 15
PS: Vi chiedo gentilmente di confermare o meno la vostra presenza in modo da cercare il luogo più adatto all’incontro.
Un caro saluto. A presto!
Manuela Reggio Emilia 22-9-21
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