In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta

«È vero ciò che accade? Auto della Psicopolizia pronte a bloccare i passanti, psicocittadini con la museruola, addirittura parlano con la benda in faccia, sono imbavagliati anche i bambini…» penso mentre guido la Jeep verso Artena. «Siamo in un film di fantascienza o in una reale dimensione orwelliana?»

 

Dal 10 marzo 2020 è iniziato l’incubo della dimensione pandemica, il “Covid 1984” e l’invasione degli ultracovid, esseri così contagiati dal virus della paura da aver perso l’anima. Tuttavia, se le difficoltà sopravvengono, deve esserci una spiegazione logica. E la spiegazione c’è: l’emersione della rete R2020; l’accensione dei primi fuochi di ribellione… fino ad oggi, sabato 13 marzo 2021.

«Moltiplicheremo i fuochi di resistenza così che non vi sia possibile reprimerci tutti»

Allora le avversità sono essenziali per migliorare? Si diventa bravi marinai soltanto col mare in tempesta.

Nel frattempo, dopo Artena arrampicata sulla roccia, nel mare verde e collinoso affiora il punto d’approdo sulla deserta via Giulianello. È poco prima di mezzogiorno, tutto intorno si sente il rumore del silenzio.

Il cancello della villa si apre, come un portale su un’altra dimensione, quella del coraggio. Si avverte subito nella mente e nell’aria, il mondo esterno è una proiezione della nostra mente. Se le nostre menti sono unite, viviamo la stessa vita olografica. Vita olografica e test di coraggio fondamentale come reale.

Ecco l’immenso giardino di Massimo curato perfettamente, un parco più di un giardino, l’oasi del guerriero che ci ha donato ospitalità per la riunione interfuochi del Lazio. Sembra la scena di un film, in una linea spaziotemporale sospesa e rallentata.

I bambini giocano sul prato naturalmente e liberamente, donando l’impressione che il mondo covid non sia mai esistito.

Diversi amici di R2020 sono già arrivati. Amici e familiari, dal momento che viene istintivo salutarci come familiari. Vi sono alcune persone che vediamo per la prima volta, ma è come se le conoscessimo da sempre, avendole già viste nel futuro inconscio. L’inconscio è atemporale, unisce passato, presente e futuro. Noi siamo iscritti a R2020 già prima di conoscere R2020. Era destino, la dimensione parallela da affrontare e vivere con passione.

Massimo ha una storia impressionante. Circondato dalle mafie, ha coraggiosamente affrontato i suoi vili nemici nel modo in cui nessun altro ha fatto. Dona il suo esempio a noi e tutti.

I pelosetti di Massimo, i due cani e il gatto, si avvicinano per chiedere carezze e affetto, perché ogni animale considera l’umano buono come la sua mamma. È il principio naturale conosciuto fin dalla Preistoria, dal civile matriarcato senza gerarchia, in cui si amava l’infinita Madre natura, l’istinto materno di donne e uomini, l’ambiente, gli animali e le piante. “Matriarcato” vuol dire “all’inizio erano le madri”.

È l’Amore materno che fa vivere il mondo, la mamma che dona sé stessa alla figlia o al figlio, l’abbraccio, il sorriso per far sorridere l’altro, il dono per la felicità altrui, lo scambio affettivo dei doni “dare per dare”, libertà nel benessere.

Ma questa semplice verità è oscurata dallo Stato patriarcale, manipolazione mentale o baratto, vincolo credito e debito, scambio egoista “dare per ricevere”, schiavitù nel malessere.

Gli animali percepiscono le onde cerebrali delle persone buone, e anche noi sentiamo le onde positive durante la meditazione guidata dall’amica della commissione Arte e Spiritualità. Molto interessante la tecnica di respirazione rallentata, per passare dalla paura al coraggio. La partecipazione alla meditazione è quasi totalmente femminile, come se inconsciamente le donne sapessero di riprendere la tradizione del “consiglio delle donne” matriarcale. Eh sì! Il “consiglio delle donne” è stato il primo “Parlamento” del mondo, la prima commissione del villaggio ecologico.

Quindi arrivano discretamente il sorriso di Davide e il sorriso di Sara. Non sembrano proprio dei politici, come Ivan del resto, essendo l’attuale politica falsa e basata sull’apparenza priva di contenuto. Ma noi di R2020 abbiamo tantissimo contenuto da donare.

Ci disponiamo in cerchio sul bellissimo prato e iniziamo il resoconto delle attività dei gruppi locali.

A proposito, lo sappiamo che il primo simbolo del fuoco è il cerchio con il punto centrale? Durante le glaciazioni del Paleolitico, gli abitanti del villaggio si riunivano in cerchio attorno al fuoco, fiamma che rappresentava la Grande Madre, il Bene comune, il Valore naturale del villaggio. Erano le prime assemblee plenarie.

Le osservazioni dei referenti dei fuochi sono considerevoli. Da apprezzare la voglia e la passione di donare il proprio talento al benessere comune e alla grande famiglia R2020, locale e nazionale. L’Italia non deve essere uno Stato privato e gerarchico, ma una Repubblica familiare. La dittatura governativa è sorta proprio a causa del noto individualismo di noi italiani, poco propensi a familiarizzare e condividere. Divide et impera.

Non serve l’orticello privato, ma l’orto e giardino da condividere. La condivisione, o dono, è l’equa divisione con l’empatia e l’unione. Senza capi e con la responsabilità diffusa.

Né massa, né individualismo (la massa è la somma degli individui soli), ma insieme di famiglie e fuochi territoriali, questo è il senso degli interventi di sabato 13 marzo. Il popolo va risvegliato dall’ipnosi di massa, con tutte le lodevoli attività esposte nel verbale curato da Morena e Viola. Come l’acqua dobbiamo essere.

Il coraggio di pochi è un ruscello che diventerà un fiume, mare e oceano.

“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.”

(Margaret Mead)